
10 Giu
Carpe Diem
Carpe Diem: queste due parole hanno sempre fatto parte della mia vita.
Ricordo, da ragazzino, vidi per la prima volta il film “L’Attimo Fuggente”: un capolavoro, il mio film preferito.
Tutti ricorderete la famosa scena della bacheca dei ricordi e il Prof. Keating che, girovagando tra i ragazzi pronunciava: “Carpe Diem… Cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita”.
Ebbene quella sera lo stesso Prof. Keating sussurrò al mio orecchio questa frase e da allora la mia vita prese una piega diversa.
Un ricordo ricorrente che si palesa senza alcun preavviso è una giornata al mare, una delle tante; non ricordo esattamente l’anno, il mese, ne tanto meno il giorno ma ricordo due particolari: il tramonto e una figura accanto a me; quel giorno presi una decisione importante, che, probabilmente, cambiò le sorti della mia vita.
Avrò colto l’attimo?
Dopo qualche mese la vita mi ripropose la stessa identica situazione, come se al primo tentativo avessi sbagliato strada. Negli anni questa vicenda si ripresenta puntuale come un orologio svizzero e ogni volta ripeto a me stesso: “Cogli l’attimo Claudio, se solo tu volessi potresti rendere straordinaria la tua vita!”.
Ma cosa significa veramente cogliere l’attimo? Saltare su un treno in corsa? Farsi trasportare? E se ti rendessi conto di aver perso l’orientamento?
27 Mag
Le tre Caravelle!
Secondo voi, cos’ho in comune con Cristoforo Colombo? Niente direte voi. State pensando a Colombo come il navigatore per eccellenza, impavido, sicuro di se e certo dei suoi studi. La storia lo ricorderà come quel navigatore che scoprì l’ America in modo fortunoso, eppure, se ci penso, trovo molte somiglianze in lui.
Iniziamo dalle più ovvie: siamo entrambi italiani, ad entrambi piace molto il mare e siamo cristiani.
Non vi ho convinto vero? Proviamo ancora: entrambi navighiamo spesso (chi in mare, chi su internet); ci piace la cultura spagnola e ci piace soprattutto cantare (fonti accertate parlano di Colombo come un discreto cantante).
Scherzi a parte, i due aspetti che ci accomunano sono le tre caravelle e la scoperta dell’America.
Cos’ha a che fare Claudio con le tre Caravelle?
Tantissimo: in questi ultimi 5 mesi ho navigato verso l’ignoto, sperando di arrivare in India, un paese ricco di oro e mercanzie. Ho navigato servendomi di tre caravelle: la Niña, la Pinta e la Santa Maria.
Ho iniziato con la Santa Maria, la caravella più grande, la più imponente; guardandola mi ispirava sicurezza, forza e affidabilità, ma il suo destino era segnato, doveva affondare ed è affondata: di questa caravella ricorderò la velocità con cui navigavamo insieme.
Dopo il naufragio con la Santa Maria, ho affidato il mio destino alla Niña: piccola, inaffidabile e incompatibile al mio modo di navigare: di questa caravella ricorderò solo le forme.
Ultima ma non per importanza, la Pinta: con questa terza caravella sto ancora navigando; delle tre è la più graziosa (Pinta in spagnolo significa “la dipinta”); abbastanza grande per navigare in tutta sicurezza e puntuale negli spostamenti; ma anche il destino di questa caravella era segnato: la Pinta fu la prima caravella ad avvistare l’America (il famoso grido “Terraaa” di Rodrigo de Triana partì proprio dalla Pinta). Anche nel mio caso, navigando con essa ho avvistato “terra” e come la storia ci insegna, non era l’India.
Ecco il secondo aspetto che mi accomuna a Colombo: la scoperta fortunosa dell’America. Durante il viaggio immaginavo l’India come un paese incredibile, pieno di felicità e ricchezze. Potete immaginare l’incredulità che ho provato quando avvistai l’America, questo nuovo continente inesplorato, ricco di soprese e imprevisti.
Siamo tutti dei navigatori in cerca dell’India ma nessuno al mondo è così banale da trovarla.
24 Mag
Cittainsieme: ieri in piazza Verga l’incontro in memoria di Falcone e delle vittime di mafia
Si sono ritrovati come ogni anno davanti alla scalinata del Palazzo di Giustizia per commemorare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutte le vittime della mafia. Cittainsieme, Addiopizzo, Libera, affiancati da tutti i cittadini che non vogliono piegarsi alle logiche mafiose hanno dato vita a un incontro fatto di suoni, immagini e parole per non dimenticare i nomi di chi ha sacrificato la propria vita per il bene di tutti, per difendere valori imprescindibili per la civile convivenza come la legalità ed il rispetto delle regole.
«Il giro d’affari complessivo della mafia in Italia è stimato in 75 miliardi – è stato detto ancora – gran parte dei quali legati al traffico e allo smercio della droga: chiudere questo rubinetto equivarrebbe a creare problemi serissimi ai clan».
Clicca qui per vedere LE FOTO della manifestazione!
de LaSicilia del 24 Maggio 2009


Ultimi Commenti